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Informazioni da Cuneo e provincia per cuneesi lontani e per turisti - Redazione: Renzo Franco
lunedì 5 gennaio 2009 - Cuneo
I Nové: il presepe occitano cantato 
Concerto de L’Escabòt la vigilia dell’Epifania nella chiesa di Sant'Anna di Valdieri

L'Escabot
VALDIERI - Il Parco delle Alpi Marittime e l’Ecomuseo della Segale hanno organizzato per lunedì 5 gennaio alle ore 21, nella chiesa di Sant’Anna di Valdieri, il concerto “Viva l’enfant novel” a cura della corale L’Escabòt. Una serata, nell’atmosfera raccolta della cappella del piccolo e suggestivo borgo del Parco, per ascoltare i Nové, canti di Natale in lingua occitana, testimonianza più alta dell’idea di festa sia interiore sia collettiva, legata alla celebrazione della Natività.

Da timide perifrasi delle Sacre Scritture, quali erano agli inizi i Nové, con il passare del tempo diventano composizioni arricchite da autori anonimi di elementi descrittivi della festa organizzata dalla gente comune per l’arrivo del Dio Bambino, fino a farli diventare degli originalissimi presepi cantati. In essi l’autore trova posto per ogni sorta di mestiere e ruolo sociale, elementi buffi, menzione di luoghi, di situazioni a lui contemporanee, fino a citare conoscenze ed amici personali. Emergono così dai canti popolari natalizi dei quadretti di vita quotidiana dipinti con intelligenza, sensibilità e pietà.

Nel concerto, oltre ai brani prettamente popolari, L’Escabòt presenterà canzoni tratte da i «Nové Nòsta Dama dei Dòms», raccolta di 52 Nové, composti tra il 1570 e il 1610, rinvenuti in un manoscritto conservato nella biblioteca di Avignone, i «Nové de Sabòli» ovvero di Nicholas Saboly di Provenza (1614-1675), il «Nové de l’Argentiera» di Alfonso Maria Riberi.

Spiega Fabrizio Simondi, cantante di L’Escabòt: «La vitalità dei Nové è testimoniata dalle arie e dallo stile narrativo delle vicende, sempre esposte in prima persona e al tempo presente. Ed è proprio questo uno degli aspetti più interessanti a noi cari: la festa vissuta dal di dentro e mai da spettatore, la gioiosa e giocosa voglia di partecipare e mettersi in discussione, l’esigenza non di rivolgersi nostalgicamente al passato, ma di attualizzare, arricchire e reinventare. È questa la chiave di lettura di Viva l’enfant novel testimonianza di quanto variegato e poliedrico sia l’universo della canzone occitana».

L’ingresso è libero, i posti sono limitati.

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