Cuneonotizie - Settimanale di informazione di Cuneo e 
Provincia

anno VII - n. 17 - 1 maggio 2005

NEL FILATOIO DI CARAGLIO I TORCITOI DA SETA DEL SEICENTO

Sabato 30 aprile alle ore 16, presso il Filatoio di Caraglio, avrà luogo la presentazione dei torcitoi circolari da seta, ricostruiti secondo l'originale modello seicentesco e perfettamente funzionanti. L'impianto di torcitura e le ruote idrauliche rappresentano la parte più significativa di quello che sarà il futuro Museo della seta, che occuperà tutta la manica sud-orientale del complesso più alcuni ambienti limitrofi e che rientra nel secondo lotto dei lavori di restauro del Filatoio.

I lavori di restauro del setificio e la ricostruzione dei torcitoi sono stati realizzati dalla Fondazione Filatoio Rosso, dal Comune di Caraglio e dall'Associazione culturale Marcovaldo, grazie al contributo dell'Unione Europea, della Regione Piemonte, della Compagnia di San Paolo, della Fondazione Crc e della Fondazione Crt.

"Siamo emozionati per l'eccezionalità di questa ricostruzione - commenta il presidente della Fondazione Filatoio Rosso, Luigi Galleani d'Agliano - che ha richiesto un notevole sforzo progettuale e finanziario: macchinari analoghi, infatti, sono presenti in Italia solo nel filatoio di San Leucio a Caserta. Dopo l'inaugurazione del primo lotto di lavori nel 2002, si compie oggi un altro importante passo in avanti verso il completamento del recupero del Filatoio, la più antica fabbrica di seta nel mondo: al suo interno saranno collocati il Museo della seta, un'area espositiva di livello internazionale e un centro congressi. È stato possibile raggiungere in tempi brevi risultati di così alto profilo grazie alla sinergia tra enti pubblici, fondazioni bancarie e istituzioni culturali ".

I due torcitoi circolari collocati nel costruendo Museo della seta sono identici a quelli seicenteschi della primitiva installazione e sono il frutto delle attente ricerche del prof. Flavio Crippa, realizzate con particolare cura dalla ditta umbra Celi. Tutti i macchinari, completi di ruote idrauliche, sono stati ricollocati nella loro sede originaria. Le macchine iniziali erano quattro, a due a due uguali; una quinta, più piccola, fu installata circa trent'anni dopo le prime, nel locale incannatoio all'ultimo piano.

Nella ricostruzione, accanto ai due torcitoi completi, compaiono gli altri tre alberi di rotazione e l'incastellatura esterna delle altre due macchine presenti all'interno del locale torcitoio, a individuarne posizione e ingombro. Pannelli esplicativi illustrano il funzionamento dei macchinari e la dotazione tecnologica del filatoio nelle varie epoche. Nella ricostruzione degli apparati meccanizzati, oltre alla conoscenza delle tecniche antiche di lavorazione serica, sono stati essenziali i dati ricavati dall'interpretazione dalle tracce superstiti lasciate dalle macchine nell'edificio e i documenti trovati negli archivi storici di Caraglio, Cuneo e Torino.

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