Cuneonotizie - Settimanale di informazione di Cuneo e Provincia

anno VII - n. 15 - 17 aprile 2005

LE UNIFORMI DEL REGNO D'ITALIA

Una delle uniformi esposte Dal 16 aprile al 29 maggio è allestita nel castello di Roddi a cura dell'Associazione culturale "7Muse" la mostra "Le uniformi del Regno d'Italia dal Risorgimento alla Liberazione". Orari di visita: giovedì e venerdì 15,30-18,30; Sabato, domenica, festivi e prefestivi 10,30-13,00 e 15,00-18,30. In collaborazione con: Comune di Roddi, Proloco-Roddi, Regione Piemonte e Provincia di Cuneo

Varcando la soglia di questo caratteristico medioevale Maniero del XII secolo, importante non solo per la sua storia, ma divenuto meta d’appassionati visitatori d’Arte per i molteplici eventi che si sono susseguiti fino ad oggi, non poteva mancare, dopo laboriose ed intense ricerche, trasformando queste sale in museo, seppur per breve tempo, il far conoscere, grazie ai collezionisti del settore, "le Uniformi del Regno d’Italia". La mostra vuole ripercorrere l'evoluzione dell'uniforme militare, spaziando dalle rare e fastose tenute Umbertine, alle eleganti uniformi del primo ‘900, agli insufficienti equipaggiamenti delle nostre truppe sul fronte Russo.

Mostra questa, unica per la sua qualità e completezza anche nei minimi dettagli, che vanno a comporre la vestizione dei manichini con oggetti tutti rigorosamente originali.

Affascinante lasciarsi trasportare dalla fantasia e ritrovarsi da spettatori a viaggiare indietro nel tempo, soffermandoci davanti a disciplinati soldati sull'attenti in alta uniforme, a documenti, quadri, medaglie, o trovarsi nel bel mezzo di scene quotidiane della vita militare o scoprire quali armi erano usate nelle Parate.

Parte dello spazio espositivo è dedicata agli Alpini e a tutti i combattenti della I^ e II^ Guerra Mondiale per ricordare quella drammatica parte storica, che ha visto come “eroi”, anche coloro che hanno abitato sulle colline delle Langhe, ed offre al visitatore le diverse divise del tempo, i copricapo di periodi differenti, documenti, oggetti di uso personale, stampe, fotografie di superstiti o prigionieri in campi di concentramento, attestazioni queste, che riflettono sicuramente la sofferenza vissuta di allora.

Per far fronte alla necessità di collocare truppe specializzate per la difensiva terrestre, il 28 aprile 1937 con il Regio Decreto Legge n. 833, fu istituito un nuovo corpo militare specializzato: La Guardia alla Frontiera, che a differenza degli altri corpi dell’Esercito, presentava un’organizzazione legata al territorio, al numero e al tipo delle opere che avrebbe dovuto presidiare e qui ne possiamo ammirare l’uniforme e le dotazioni. Una parte espositiva con vari Elmetti, permette di vedere raggruppati non solo i diversi modelli che si sono susseguiti al primo, del 1915, facente parte della livrea Francese ma, di costatare, che i vari cambiamenti e modifiche erano apportati per ottenere modelli sempre più robusti ed assicurarsi una maggiore sicurezza personale.

Una sala, dedicata al periodo fascista, ricorda che nel 1921, di fronte all’aggravarsi degli scioperi, dei subbugli e delle aggressioni agli ex-combattenti, per molti italiani, come unica possibilità per combattere il disordine, appare valida l’ipotesi di una dittatura più severa e attenta alle problematiche che ristabiliscano ordine ed equilibrio.

Era il periodo di regno del Re Vittorio Emanuele III° ma, purtroppo il suo potere assoluto fu funestato da ben due Guerre Mondiali che portarono a scelte drammatiche tra le quali l'avvento del fascismo e trovandosi a fronteggiare determinate situazioni, presentò, con decreto reale, l’autorizzazione d’incarico a Benito Mussolini di formare un nuovo governo non immaginando che così avrebbe segnato l'inizio del declino della Monarchia, infatti, il 28 ottobre 1922, con la marcia su Roma e l’ascesa di Mussolini a Capo del Governo, il fascismo conquistò il potere. Negli anni seguenti, Mussolini sciolse i partiti, i sindacati, soppresse le libertà democratiche con la conseguenza che gli Italiani dovettero cambiare modo di vestirsi, di comportarsi, di studiare, di riunirsi ed abituarsi ad una vita quasi Militarizzata per questo sono abbandonati gli abiti borghesi per prediligere divise e stivali e già da piccoli i ragazzi venivano educati alla disciplina militare. La dittatura fascista, durò un ventennio.

Solo alcuni cenni i nostri, di quanto in realtà questa mostra, oltre ad essere un importante incontro culturale e didattico per la Città di Roddi, offra senza retorica e senza ideologie al visitatore, oltre alla ricchezza storica del materiale, anche un collegamento emotivo con il passato dove tanto si può capire, imparare, sentire ricordando tutti quei momenti di sofferenza e drammaticità dei combattenti che con la loro vita hanno segnato la “Storia” riconoscendone il ruolo importante e necessario d’insegnamento e conoscenza per le future generazioni.

Nadia Monasterolo
Francesco La Martina

Ultimo aggiornamento 10/04/2005

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